Incontri tematici collegati alla mostra "Poveri diavoli. Le rivolte contadine del 1525 nel principato vescovile di Trento"
Giovedì 8 gennaio ore 17.30: «Guardate che Dio è dalla nostra parte»: il cielo in fiamme e le rivolte contadine.
Il Museo propone visite guidate, incontri e laboratori per famiglie in occasione della mostra "Poveri diavoli. Le rivolte contadine del 1525 nel principato vescovile di Trento".
Il programma:
📌Mercoledì 26 novembre ore 17.30, Sala arazzi"Non ti ricordi quel mese di... maggio": musica, teatri di guerra, contadini, rivoluzioni
Con Carlo Centemeri, musicista e divulgatore, e Marta Villa, antropologa culturale dell'Università degli Studi di Trento
Il dialogo invita il pubblico a un viaggio nel XVI secolo, alla scoperta delle rivolte contadine che cinquecento anni fa attraversarono anche il Trentino. L’incontro propone un’analisi interdisciplinare tra storia della musica e antropologia culturale, mostrando come la produzione musicale possa diventare una preziosa testimonianza per comprendere le tensioni sociali e l’atmosfera di quell’epoca.
Con il contributo di Carlo Centemeri e Marta Villa, il percorso si articola in quattro quadri tematici dedicati a figure e concetti chiave del Cinquecento: il Diavolo, la Guerra, il Sacro e la Rivoluzione. Attraverso parole e brani musicali, i due studiosi offriranno uno sguardo nuovo su un periodo di profondi mutamenti.
Le Guerre Rustiche, scoppiate come ribellione al potere costituito, furono represse con violenza ma lasciarono un segno duraturo nell’immaginario collettivo. Questo approfondimento intende proporre una lettura originale e trasversale di quegli eventi, per restituire voce a un momento solo in apparenza marginale della storia europea.
📌Giovedì 11 dicembre ore 17.30, Sala arazzi
«Obbedisci a quelle leggi che tu stesso hai fatto». La proprietà collettiva dalle Rivolte contadine ad oggi
Con Silvano Baldessari (presidenti ASUC Balsega del Bondone), Ivan Broll (presidente ASUC Sopramonte), Flavio Franceschini (presidente ASUC Vigolo Baselga), Marta Villa (antropologa culturale, Università degli Studi di Trento).
Il dialogo propone un viaggio alla scoperta delle proprietà collettive del Trentino, mettendo in relazione le antiche Carte di Regola – come quella del 1513 di Vigolo Baselga – con le attuali forme di gestione comunitaria delle risorse. Dalle rivolte contadine del 1525 alle lotte odierne delle comunità rurali e indigene, il tema centrale è la difesa dei diritti sulla terra e dell’autogestione dei beni comuni. In Trentino, le ASUC continuano a tutelare biodiversità e territori secondo la tradizione. Marta Villa, Silvano Baldessari, Ivan Broll e Flavio Franceschini racconteranno le peculiarità delle proprietà collettive del monte Bondone nell’ambito della mostra “Poveri diavoli”.
📌Giovedì 8 gennaio ore 17.30, Sala arazzi
«Guardate che Dio è dalla nostra parte»: il cielo in fiamme e le rivolte contadine.
Con Tullia Sbarrato, Ricercatrice dell’INAF - Osservatorio Astronomico di Brera, e Marta Villa, antropologa culturale - Università degli Studi di Trento.
Il dialogo invita gli spettatori a sollevare lo sguardo verso il firmamento del XVI secolo, esplorando il legame profondo tra i fenomeni astronomici e le rivolte contadine che sconvolsero l'Europa e le valli trentine. L'analisi proposta si muove su un crinale affascinante e inesplorato: quello tra astronomia storica e contemporanea e antropologia culturale.
In un’epoca precedente alla rivoluzione scientifica galileiana, il cielo non era uno spazio muto, ma un testo sacro da decifrare. La comparsa di comete, l'improvviso splendore di supernove e le prolungate e allora inaspettate congiunzioni tra pianeti venivano recepiti come messaggi diretti della divinità o configurazioni alchemiche di immenso potere. Per l'uomo del Cinquecento, la distinzione tra astronomia e astrologia era ancora sfumata: ogni evento astrale era un "segno" capace di alterare gli equilibri terrestri.
Tullia Sbarrato e Marta Villa attraverso una narrazione serrata che intreccia cronache d'epoca e mappe celesti racconteranno come la visione di questi fenomeni abbia agito da catalizzatore per la rabbia repressa delle classi rurali: una catastrofe apocalittica stava per abbattersi? Era venuto il regno dell’Anti-Cristo?
Il cielo pullulava di segni che avevano convinto i contadini che la giustizia divina stava compiendosi, chiamandoli alle armi e legittimando la loro lotta contro i signori feudali.