Il Museo sulla rivista TIME

Unica realtà italiana citata

Il Museo della Quarantena -  il progetto digitale e user generated del Museo Diocesano Tridentino - ha attirato l’attenzione della prestigiosa rivista TIME ed è stata inserito in un articolo dal titolo What museums are already collecting to tell the story of covid-19.

Il settimanale statunitense ha focalizzato l’attenzione sulle più interessanti iniziative (museali e non) che in tutto il mondo hanno saputo raccontare la pandemia. E tra gli esempi citati c’è spazio anche per Il Museo della Quarantena, unica esperienza italiana riportata nel contributo.

Link all’articolo del TIME > https://bit.ly/32I7r6M


C’è sempre tempo per ‘donare’ un’opera al Museo della Quarantena: basta inviare a lorenzaliandru@mdtn.it una fotografia corredata da una breve didascalia indicante autore dell'oggetto, data di realizzazione dello stesso, stato di conservazione e soprattutto il motivo della scelta.

Il Museo della Quarantena è un’iniziativa che racconta le lunghe settimane del lockdown attraverso gli oggetti che hanno accompagnato (e talvolta salvato) le persone in questo distopico momento della nostra storia. La raccolta, lanciata agli inizi di maggio attraverso i social dell’istituzione, è cresciuta rapidamente grazie al contributo delle persone ed è diventata a tutti gli effetti un museo virtuale che annovera più di centosessanta opere diverse, provenienti da tutta Italia.

Nel Museo della Quarantena – visitabile al sito http://opere.lockdownmuseum.it/ – si trovano le fotografie di oggetti (ma anche di animali, piante, luoghi, persone e cibi) che sono stati utili, consolatori, di conforto, di compagnia o semplicemente ‘simbolo’ della quarantena. Le fotografie sono state inviate al Museo Diocesano Tridentino da tantissime persone di tutte le età, che con entusiasmo e fantasia hanno partecipato all’iniziativa, permettendo al Museo della Quarantena di prendere forma in pochissimi giorni. Ogni immagine è accompagnata da una breve didascalia indicante autore dell'oggetto scelto, data di realizzazione dello stesso, stato di conservazione e soprattutto il motivo della scelta, ovvero il significato assunto dall’oggetto in relazione all'esperienza del lockdown.

Con queste informazioni la curatrice del progetto, Lorenza Liandru, ha compilato una scheda dell’opera, adottando per oggetti di uso comune le formule normalmente applicate alle opere d’arte. La raccolta è varia ed estremamente interessante: ci sono libri, scarpe, cappelli, puzzle, film, dipinti, animali, orologi, cavatappi, giochi, cibi, piante e fiori, abiti….