Testimonianze iconografiche del Concilio di Trento

In questa sala sono esposte alcune significative testimonianze iconografiche relative al concilio di Trento, nel corso del quale fu definita la riforma della Chiesa cattolica e la reazione alle dottrine protestanti. Aperto ufficialmente nel 1545, il concilio giunse a conclusione dopo varie interruzioni nel 1563. La posizione strategica della città, situata al confine tra l'Impero germanico e la penisola italiana, fu determinante per la scelta di Trento quale sede conciliare.

La sezione si apre con un dipinto realizzato nel 1633 da Elia Naurizio, pittore trentino molto attivo nelle chiese della diocesi. Il quadro raffigura una congregazione generale, cioè una riunione quotidiana di lavoro, informativa e deliberativa. Dal 1562, nel terzo periodo conciliare, la presenza dei vescovi aumentò notevolmente fino a raggiungere le duecento unità. Per queste riunioni si rese necessario trovare un luogo adatto a contenere tutti i partecipanti: venne così scelta la chiesa di Santa Maria Maggiore, qui raffigurata. L'edificio presentava un'unica aula, non divisa in navate: vi fu montata una tribuna in legno semicircolare, fedelmente riprodotta nel dipinto. Di fronte ad essa sedevano i legati del Papa, i loro coadiutori e gli oratori ecclesiastici. Sul fondo si può notare un pulpito riservato ai relatori; sotto sedevano gli oratori laici. Al centro compare Angelo Massarelli, segretario del Concilio. Un'iscrizione, posta in basso entro due cartigli, indica i nomi dei personaggi più importanti raffigurati nel dipinto. La matrice iconografica del dipinto, eseguito a settant’anni di distanza dall’evento conciliare, è costituita da una stampa anonima edita a Venezia nel 1563, esposta a fianco. In origine il dipinto era collocato nella chiesa di Santa Maria Maggiore, sopra il sepolcro dei coniugi Hans Hörmann e Felicitas Rottenbuch, committenti dell'opera.


Di fronte a questo dipinto il museo propone la copia di una tela, oggi conservata al Louvre, particolarmente interessante perché documenta una delle sessioni solenni che si tenevano nella cattedrale, precisamente quella del 15 luglio 1563. Fu l'unica sessione svolta nella navata maggiore della Cattedrale di San Vigilio, sede ufficiale di questo importante evento: per il caldo torrido di quella giornata estiva i padri conciliari non utilizzarono l'aula predisposta appositamente chiudendo con un assito ligneo il presbiterio, che qui vediamo rialzato di circa quattro metri rispetto al piano pavimentale della navata. Nel corso delle sessioni solenni avveniva la proclamazione dei decreti con votazione definitiva di conferma.

Completano la sala due tele, donate al Duomo nel 1711 dal canonico Carlo Ferdinando Lodron, raffiguranti l'apertura e la conclusione del concilio. Si tratta di ricostruzioni di pura fantasia che prendono spunto dal dipinto di Elia Naurizio, esposto a fianco.