La committenza Liechtenstein

Georg von Liechtenstein, principe vescovo dal 1390 al 1407, fu un uomo colto e raffinato che fece di Trento un centro artistico e cosmopolita di grande rilievo, contribuendo alla diffusione locale del cosiddetto Gotico internazionale (fine 14° sec. - metà 15°). Commissionò preziose opere d’arte, oreficerie, ricami, arazzi, nonché i famosi affreschi della Torre dell’Aquila al Castello del Buonconsiglio.

La straordinaria croce di Flavon, l'elegantissimo reliquiario di S. Bartolomeo e S. Biagio, i raffinatissimi ricami per pianeta e tonacelle, permettono di cogliere, almeno in parte, il fasto solenne che dovevano assumere le cerimonie celebrate con tali strumenti. Sono per altro, nel panorama della storia dell'oreficeria, documenti esemplari e di qualità davvero molto alta di quel Gotico internazionale che dalla metà del Trecento si diffuse in tutta Europa. Non è facile individuare il maestro orafo autore della croce, per la complessa cultura figurativa lombarda ma anche veneta e basso germanica che dimostra nello strutturare queste sue preziose architetture. Boemo invece, come il Liechtenstein, il maestro che ha elaborato i disegni per i ricami, un tempo applicati su un parato in velluto azzurro. Notevole è la sua capacità di narrare i diversi episodi della vita di S. Vigilio con una vivacità assolutamente coinvolgente affidata alla spiccata attenzione per i particolari, all'ironica e sorridente caratterizzazione dei personaggi, all'accuratezza descrittiva dei loro abiti di popolani o di cavalieri cortesi. La finezza e maestria dell'esecuzione a ricamo in filati d'oro e seta a ricchissima policromia sono il programmato e imprescindibile complemento per il raggiungimento di tanto risultato finale. Nel 2010 è stato recuperata la brusta con le esequie di Vigilio, dispersa intorno agli anni Quaranta del secolo scorso, e rintracciata presso le collezioni del Museum of Fine Arts di Boston.


Nella vetrina centrale sono esposti la croce e quattro pannelli a ricamo, un tempo applicati sulle vesti di un superbo parato in velluto turchino commissionato dal vescovo in occasione della sua consacrazione episcopale (1391). La croce presenta la Madonna col Bambino, gli apostoli Pietro e Giovanni Evangelista, San Vigilio, patrono di Trento, raffigurato nell’atto di benedire il donatore. I pannelli narrano episodi della vita di San Vigilio secondo la narrazione della Passio Sancti Vigilii, un testo risalente all'VIII secolo intriso di molti elementi leggendari. I ricami costituiscono il più ampio decoro di questo genere ancora conservato, un insieme unico per il suo carattere narrativo e per la qualità tecnica esemplare.

Alla medesima committenza appartengono la preziosa croce astile, e il reliquiario a ostensorio dei santi Bartolomeo e Biagio.