Percorso museale

Il percorso museale prende avvio dalla sala dedicata alla nobile famiglia Lodron, che per secoli intrecciò i propri destini con quelli di Villa Lagarina e della sua pieve. Al ramo locale della casata, infatti, investita nel 1456 dei feudi di Castelnuovo e Castellano, spettava il diritto di patronato sulla chiesa, aveva cioè la facoltà di presentare al vescovo il candidato del beneficio parrocchiale. I cinque dipinti esposti in questa sala raffigurano altrettanti illustri personaggi della casata dei Lodron, direttamente collegati alla storia di Villa Lagarina.

Segue una sala che riunisce le vesti liturgiche più antiche e le oreficerie più preziose della chiesa di Santa Maria Assunta: una croce astile quattrocentesca attribuibile ad una bottega nord italiana e una pianeta in velluto rosso broccato in oro recante un raffinato Crocifisso ricamato e la data 1574. Nelle sale successive si segnala la presenza di una Madonna lignea attribuita allo scultore bresciano Maffeo Olivieri e di un imponente parato in damasco rosso con gli stemmi Lodron e Welsperg. Questo tessuto, di accertata produzione fiorentina, è documentato in molti dipinti cinquecenteschi, alcuni dei quali tra i più celebri del Bronzino. Chiude l'esposizione del piano nobile un piccolo ma significativo nucleo di pizzi, parte integrante della dotazione di vesti e arredi liturgici della chiesa di Santa Maria Assunta.

Il secondo piano ospita una ricca collezioni di tessuti antichi, una vetrina con oreficerie realizzate per lo più ad Augsburg nel corso del XVIII secolo e un grande armadio-archivio, commissionato dell'arciprete di Villa Lagarina Carlo Ferdinando Lodron al mobiliere Giordano Issach nel 1692. Di notevole interesse il ciclo di dipinti, acquistato a Roma nel 1717 dall'arciprete Carlo Ferdinando Lodon, raffigurante le Funzioni papali, le cerimonie previste ogni anno dal calendario liturgico. Esse rappresentano: il Convivio dei pellegrini (il pranzo offerto quotidianamente ai forestieri che giungevano a Roma in pellegrinaggio); il Convivio dei cardinali (il pranzo dei cardinali nelle ricorrenze del Giovedì Santo e della vigilia di Natale); il Sacro concistoro (la cerimonia per l'imposizione la nomina dei nuovi cardinali); la Lavanda dei piedi e la Festa del Corpus Domini. I dipinti documentano, oltre agli avvenimenti liturgici, lo stato dei luoghi, siano essi interni o esterni, l'arredamento, il vestiario dei personaggi, ecc., evidenziando un intento storico, aneddotico e documentario, che è anche l'aspetto più pregevole della serie.

Al terzo piano spicca fra tutti, nella seconda sala, il sontuoso parato bianco in raso e taffetas ricamati in oro identificabile con quello descritto nell'inventario della pieve del 1735 e donato da Carlo Ferdinando Lodron. La ricchezza dei materiali, il numero dei pezzi e l'imponenza dell'intero apparato, rivelano appieno tutta la solennità che il conte di Lodron volle dare alle sacre celebrazioni.