Museo della Quarantena inv. nn. 1-56

Contribuisci alla collezione!

Il Museo della Quarantena è un’iniziativa del Museo Diocesano Tridentino nata da un’idea: raccontare le lunghe settimane del lockdown attraverso gli oggetti che ci hanno accompagnato (e talvolta salvato) in questo strano e distopico periodo della nostra vita. 

È un piccolo progetto di carattere partecipativo che invita a riflette sui nuovi significati assunti dagli oggetti (ma anche da animali, luoghi e cibi) durante l'epidemia di coronavirus. La raccolta, lanciata attraverso i social dell’istituzione, sta crescendo rapidamente ed è diventata a tutti gli effetti un museo virtuale. Un museo al quale tutti sono invitati a partecipare perché non importa la natura dell’oggetto, l’unico vincolo per entrare a far parte della collezione è il significato assunto dall’oggetto in relazione all'esperienza del lockdown.

Il Museo della Quarantena è anche un contenitore narrativo, che ospita dentro di sé “opere” solo in apparenza slegate: osservando questi oggetti e riflettendo sul loro mutevole scopo e significato, questo spazio “virtuale” mira a dipingere un quadro unico della pandemia e del ruolo centrale che gli oggetti hanno giocano al suo interno. E dietro ogni oggetto ci sono persone, situazioni, solitudini, relazioni, passatempi, distanze, ricordi, sogni.


Se avete voglia di ‘donare’ un’opera al Museo della Quarantena inviate una fotografia corredata da una breve didascalia indicante autore dell'oggetto, oggetto, data di realizzazione dell'oggetto, stato di conservazione e sopratutto il motivo della scelta. L'immagine può essere inviata: 

- via mail a lorenzaliandru@mdtn.it
- via Messanger Facebook alla pagina https://www.facebook.com/museodiocesanotridentino/
- tramite messaggio privato al profilo Instagram del Museo museo_diocesano_tridentino

Di seguito trovate una parte delle opere depositate presso il "Museo della Quarantena": dalla numero 1 alla numero 56.

Guarda qui le altre opere > MUSEO DELLA QUARANTENA 

Il Museo della Quarantena ha anche un suo sito: http://opere.lockdownmuseum.it/