Lavori in corso!

Il Museo riapre venerdì 26 marzo 2021

Il Museo Diocesano Tridentino riaprirà al pubblico venerdì 26 marzo, compatibilmente con le restrizioni imposte dall'emergenza coronavirus.

In questi mesi lavoreremo per migliorare il servizio offerto al pubblico, potenziare la sicurezza delle persone e delle collezioni e riorganizzare gli spazi riservati agli uffici. Continueremo a proporre attività on line per i diversi pubblici: webinar e didattica per la scuola da remoto.

Siamo consapevoli che la decisione di riaprire a fine marzo potrebbe sembrare contraddittoria: ne abbiamo ragionato a lungo, pesando i pro e i contro. Con grande sofferenza abbiamo dovuto constatare, inoltre, che al momento non saremmo in grado di garantire la sicurezza dei visitatori: per i primi tre mesi non potremo disporre delle persone assegnate al museo dal ‘Progettone’ in supporto ai nostri due custodi. La necessità di sanificare ripetutamente gli ambienti e tutto ciò che i visitatori toccano, in museo e nella basilica paleocristiana, implica la presenza di più persone, in aggiunta a chi presidia la biglietteria.

Al contempo il Museo è diventato un cantiere: si sta procedendo alla sostituzione dell’obsoleto impianto di rilevazione fumi che garantisce la sicurezza delle persone e delle collezioni; nelle sale si lavora al riallestimento della pinacoteca, per offrire ai visitatori un museo in gran parte rinnovato; si è appena concluso il trasloco di parte degli uffici, che hanno trovato spazio vicino alle aule didattiche.

Questi lavori non fermano l’organizzazione di tre nuove iniziative espositive. Prosegue anche l’attività di ricerca: in collaborazione con l’Università di Trento e l’Archivio Comunale, il Museo ha avviato un’indagine volta a individuare le fasi costruttive di Palazzo Pretorio; infine, ha preso avvio anche la catalogazione del patrimonio fotografico storico del Museo, un fondo di grande interesse che verrà digitalizzato e messo a disposizione degli utenti.

Continuano anche le attività on line rivolte ai diversi pubblici: i webinar settimanali del martedì (gli incontri sono disponibili sul canale YouTube del Museo), l’attività didattica rivolta alle scuole, sia in modalità sincronica, sia in presenza (se richiesto), la comunicazione tramite i social, la produzione di podcast attraverso i quali raccontare le collezioni e tanto altro ancora.

Dunque, il Museo è chiuso, ma non fermo. Impiegheremo questi mesi per migliorare il servizio offerto al pubblico, nella certezza che prima o poi si possa tornare a una normalità più consapevole, più attenta ai valori di solidarietà e sostenibilità che rendono tale una società civile. La riapertura dei musei deve coincidere con la consapevolezza che la cultura ‘cura’. Per questo è necessario che essa riprenda quella posizione centrale che ha purtroppo perso, un ruolo essenziale soprattutto in questo tempo sospeso, pieno di incognite, che vede alternarsi speranza e incertezza.