A futura memoria: ritratti, iscrizioni e simboli. Riflessioni sul rapporto con la morte dal Medioevo ad oggi

Percorso di ricerca

Molti manufatti artistici sono riferibili alla cosiddetta arte funeraria, alla quale da sempre l’uomo ha dedicato grande attenzione per garantire a sé e ai propri cari una seconda vita dopo il trapasso.

Oltre a trasmettere ai vivi il ricordo perpetuo della propria esistenza, un monumento sepolcrale o un epitaffio, specie nel caso di personaggi illustri, costituiscono interessanti testimonianze del ruolo sociale e dei valori culturali del defunto, che spesso ne è al contempo il committente. Ma c’è un altro aspetto da tenere in considerazione: le opere realizzate ‘a futura memoria’ possono stimolare la riflessione sul difficile rapporto con la morte che caratterizza la società contemporanea. Una società per la quale, come afferma Jean Baudrillard, “non è normale essere morti. Essere morti è un’anomalia impensabile”.

L’analisi di alcune lastre tombali e di tavole epitaffio un tempo poste a corredo dei monumenti sepolcrali di importanti personaggi sarà il punto di partenza per giungere ad una riflessione condivisa circa la negazione della morte che caratterizza la società contemporanea.


Modalità di svolgimento: in museo, online

Per chi: scuola secondaria di primo e di secondo grado


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Gli “uomini” del Medioevo. Storie di nobili e di ecclesiastici, di mercanti e contadini.

Polo culturale Vigilianum

Info e prenotazioni: tel. 0461-360217, e-mail: archivio@diocesitn.it