Visita guidata gratuita alla mostra "Terra Mala"

Domenica 5 maggio 2019 ore 16.00

Il Museo Diocesano Tridentino propone domenica 5 maggio alle ore 16.00 una visita guidata gratuita all'esposizione Terra Mala. Viaggio nella Terra dei Fuochi, un reportage fotografico di Stefano Schirato che affronta, con immagini espressive e potenti, il dramma umano e ambientale di quell’area della Campania compresa tra le province di Caserta e Napoli, nota come "Terra dei Fuochi". La mostra è visitabile nelle sale del piano terra fino al 6 maggio 2019.

In occasione della prima domenica del mese anche l'ingresso alla mostra e al Museo sono gratuiti.

TERRA MALA. VIAGGIO NELLA TERRA DEI FUOCHI

fotografie di Stefano Schirato

 

Trento, Museo Diocesano Tridentino

8 febbraio - 6 maggio 2019


Con la mostra Terra Mala. Viaggio nella Terra dei Fuochi il Museo Diocesano Tridentino apre una riflessione su un tema ambientale di scottante attualità, solo in apparenza distante dalle dinamiche di un museo ecclesiastico, che di norma si occupa quasi esclusivamente del patrimonio storico artistico. Come afferma Papa Francesco nell'enciclica Laudato Si' «Quando parliamo di ambiente, facciamo riferimento anche a una particolare relazione: quella tra la natura e la società che la abita. Questo ci impedisce di considerare la natura come qualcosa di separato da noi o come una mera cornice della nostra vita. Siamo inclusi in essa, siamo parte di essa e ne siamo compenetrati». Nel suo senso vivo, dinamico e partecipativo, la cultura è parte integrante di questa relazione, punto di partenza imprescindibile nell'analisi della relazione dell’essere umano con l’ambiente.

Per questi motivi il Museo Diocesano ha scelto di esporre per la prima volta al pubblico Terra Mala. Viaggio nella Terra dei Fuochi, un reportage di Stefano Schirato, fotografo da anni impegnato in un ampio progetto sul legame tra inquinamento e malattie causate da condizioni ambientali malsane. L’artista – già noto a livello internazionale per le efficaci collaborazioni con testate del calibro di The New York Times, CNN, Vanity Fair, Al Jazeera, Le Figaro e National Geographic – ha selezionato per l'esposizione del Diocesano quaranta immagini iconiche che mettono a nudo il degrado della "Terra dei Fuochi". In questa zona, per oltre trent’anni, sono stati smaltiti illegalmente milioni di tonnellate di rifiuti tossici, causando il più grande disastro ambientale italiano. Le conseguenze sul suolo, sui prodotti agricoli, sull’allevamento, sulle falde acquifere ma, soprattutto, sulla popolazione sono state devastanti.

Grazie al prezioso aiuto di Padre Maurizio Patriciello – parroco di San Paolo al Parco Verde di Caivano e uno dei principali attivisti della zona – Stefano Schirato ha raccolto le testimonianze di quei cittadini che si battono perché l’avvelenamento della "Terra dei Fuochi" non sia dimenticato. Ha conosciuto e fotografato decine di famiglie consapevoli dei rischi che corrono per la propria salute, che gli hanno aperto le porte delle loro case. Ha ritratto l'abbandono del territorio, i campi nomadi autorizzati su cumuli d’immondizia, le discariche illegali e i cumuli di veleni sotterranei a pochi metri dalle abitazioni.

Le fotografie di Schirato raccontano con la forza del bianco e nero il degrado del territorio e la sofferenza dei suoi abitanti, mostrando le condizioni in cui bambini, donne e uomini sono costretti a vivere ogni giorno. Sotto gli occhi scorrono immagini di luoghi abbandonati all'incuria, periferie urbane sfigurate, campi disseminati da rifiuti, dove la criminalità organizzata, senza un briciolo di pietà, gioca con le vite degli altri. La luce disegna le forme, enfatizza il dramma, illumina vite segnate dalla malattia e ricordi di persone scomparse a causa di patologie tumorali. La speranza è affidata agli intensi ritratti di coloro che si sono battuti e continuano a battersi per la verità e il cambiamento: le mamme "vulcaniche", alcune associazioni ambientaliste e il parroco di Caivano, Don Maurizio Patriciello. Grazie alla loro forza e al lavoro di magistrati scrupolosi, la "Terra di Fuochi" - come scrive Arianna Rinaldo nella postfazione di Terra Mala - potrà tornare ad essere «portatrice di vita, Madre Terra, liberandosi dal male tossico che l’uomo ha iniettato senza pietà. Una Terra Madre, non “mala”, che rinasce e fa rinascere».