La digitalizzazione delle schede delle collezioni di pittura e scultura

Concluso il progetto grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto

Grazie ai contributi offerti da un bando della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, il Museo Diocesano Tridentino ha recentemente concluso un importante progetto di digitalizzazione del proprio patrimonio storico artistico. Nello specifico il bando ha permesso di digitalizzare e rendere fruibili al pubblico, attraverso piattaforme on line, i contenuti dell'archivio catalografico relativo alle collezioni di pittura e scultura. Il Museo conserva infatti un'importante raccolta di dipinti e sculture (lignee e lapidee): più di 700 opere prodotte tra il XIII e il XIX secolo da importanti artisti attivi nel Principato Vescovile e nelle zone limitrofe, tra i quali Paolo Naurizio, Giuseppe Alberti, Johann Michael Rottmayr, Francesco Verla, Nicolò Dorigati, Andrea e Maffeo Olivieri.

 

I dati desunti dalle schede cartacee sono stati inseriti nel database denominato "Inventario dei beni storico artistici delle diocesi italiane" predisposto dal Servizio informatico della Conferenza Episcopale Italiana per conto dell'Ufficio Nazionale beni culturali ecclesiastici. Il tracciato della scheda CEI è stato elaborato in collaborazione con l'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione (ICCD) del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e ne riprende gli standard. Ad ogni scheda è stata collegata l'immagine digitale dell'opera. Le operazioni si sono concluse lo scorso 31 agosto. Le schede digitalizzate sono nel complesso 3238. I lavori sono stati coordinati da Domizio Cattoi, conservatore del Museo, e hanno visto impegnati in qualità di catalogatori, Maddalena Ferrari e Silvia Volcan.

 

Il software utilizzato per la digitalizzazione delle schede consente modalità avanzate di interrogazione della banca dati, incrociando i vari dati presenti nel tracciato. Per permettere la più ampia accessibilità e consultabilità dei dati digitalizzati, essi saranno pubblicati online sul portale BeWeB (beni ecclesiastici in rete: www.beweb.chiesacattolica.it) che contiene la banca dati nazionale dei beni culturali ecclesiastici. I fruitori del database potranno ora utilizzare il sistema per singole ricerche, tesi di laurea, pubblicazioni o per semplice curiosità. Il Museo Diocesano, da parte sua, potrà impiegare la banca dati per programmare iniziative espositive e proposte culturali che valorizzino questa straordinaria raccolta.