Concluso il restauro del polittico ad ante di Fornace

Dopo quattro mesi di lavoro, l'opera è nuovamente visibile al pubblico

Si è da poco concluso il restauro dell'altare a portelle di Fornace, condotto dal Consorzio Ars su commissione del Museo Diocesano Tridentino e con il contributo della Provincia Autonoma di Trento. L'opera, dopo quattro mesi di cure, è tornata al suo posto, pronta per essere ammirata dai visitatori.

 

L'altare fu eretto tra il 1480 e il 1482 nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Trento dal facoltoso mercante Thomas Katterpeck, più volte massaro della confraternita tedesca degli Zappatori di Trento, istituita presso l’altare di Santa Barbara nella chiesa di San Pietro. Il committente è infatti ritratto all'interno della portella destra, ai piedi della figura della santa. Altri membri della famiglia – presumibilmente la moglie e le figlie del ricco personaggio – compaiono sullo sportello sinistro, ai piedi della santa regina, identificata con Santa Dorotea o con Elisabetta d'Ungheria. I santi rappresentati nello scrigno e nella predella sono difficilmente individuabili a causa della perdita dei rispettivi attributi, ad eccezione della figura di San Giovanni Evangelista, in basso a sinistra; sul retro degli sportelli è invece riconoscibile la scena dell’Annunciazione. In data imprecisata l'altare venne trasferito a Fornace.

Per quanto riguarda l'attribuzione, gli studiosi sono concordi nell'assegnare questo Flügelaltar a una bottega gravitante attorno all'atelier di Hans Multscher di Ulma, autore dell'altare della Parrocchiale di Vipiteno, e più precisamente ad un intagliatore cresciuto a contatto con Hans (Johannes) Harder di Vipiteno, personalità tra le più vivaci uscite dall'atelier di Multscher.